Corte di Giustizia Europea: il vettore ferroviario costretto a rimborsare il ritardo anche se dovuto a forza maggiore.

di npblegal

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Il vettore ferroviario non può più invocare la forza maggiore per evitare il rimborso sul ritardo dei treni, anche se si tratterà, in questo caso,  di una forma minima di risarcimento.

Così si è pronunciata la I Sez. Civile della Corte di Giustizia Europea con Sentenza C509/11 del 26/09/2013.

In poche parole la Corte ha affermato che l’art. 17 del regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo ai Diritti ed Obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario, va interpretato nel senso che un’impresa ferroviaria non è legittimata ad inserire nelle sue condizioni generali di trasporto una clausola che la esoneri dal rimborso del prezzo del biglietto in caso di ritardo, qualora il ritardo sia dovuto a forza maggiore o a una delle cause elencate all’articolo 32, paragrafo 2, delle regole uniformi concernenti il contratto di trasporto internazionale per ferrovia dei viaggiatori e dei bagagli della convenzione relativa ai trasporti internazionali per ferrovia, del 9 maggio 1980, come modificata dal protocollo di Vilnius del 3 giugno 1999.

Si tratta di una forma di compensazione minima standardizzata e forfettaria che serve a ripagare il viaggiatore per il fatto che il contratto di trasporto non è stato adempiuto ( in caso di soppressione del treno) o è stato adempiuto non correttamente ( in caso di ritardo del treno).

A tale risarcimento si andrà poi ad aggiungere quello basato sulle regole uniformi per le quali si potrà richiedere un risarcimento del danno più specifico, ma in questo caso il vettore ferroviario potrà invocare le cause di forza maggiore in base alle Regole uniformi relative al contratto di trasporto internazionale ferroviario di persone (CIV – Appendice A alla Convenzione COTIF 1980-1999) prevedono all’art. 32 un risarcimento che tende a ripagare il disagio personale.

Si tratta così di due differenti piani di risarcimento:

1) il primo, basato sull’articolo 17 del regolamento (CE) n. 1371/2007 è previsto di importo minimo, standardizzato e forfettario per il solo fatto che il contratto non è stato eseguito o non è stato eseguito correttamente: quasi una sorta di sconto su un biglietto successivo. In questa ipotesi il vettore ferroviario non potrà invocare la forza maggiore;

2) il secondo è invece basato sul contenuto delle Regole uniformi relative al contratto di trasporto internazionale ferroviario di persone (CIV – Appendice A alla Convenzione COTIF 1980-1999) per ripagare il viaggiatore dal disagio personale ( si pensi a spese di pernottamenti o ristoranti impreviste e dovute ai ritardi o alla soppressione dei treni). In questa ipotesi il vettore potrà invocare le cause di forza maggiore.

Sentenza C509/11 del 26/09/2013 Corte di Giustizia Europea

 

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